Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > E' un mondo difficile ( capitolo 24 )
tradimenti

E' un mondo difficile ( capitolo 24 )


di chiara94
22.12.2025    |    612    |    82 7.6
"” Gaia mi guarda per un secondo, per poi tornare ad appoggiare il viso sulla spalla di Valentina, continuando imperterrita a ridere..."
Senza togliersi le mani dalla faccia, mi chiede:” Roberto; e questa che domanda è?”
Mi rendo conto di aver fatto una grossa cazzata, ma è stato più forte di me.
Per fortuna Lavinia mi anticipa:” Bruno; posso rispondergli?”
Bruno tira un pugno contro il finestrino:” No, che non puoi rispondergli. Non sono cazzi di Roberto. Se tu devi mettere lo smalto sulle unghie dei piedi, lo devo decidere io. “
“ Addirittura?” esclama Lavinia.
Bruno colpisce nuovamente il volante con entrambi i pugni:” Si, addirittura.”
Credo che la mia vita sia ormai giunta al termine.
Bruno non mi risparmierà ai giardini.
Avrò tutta la classe contro, e forse anche Lavinia.
E la classe chiederà la mia testa.
E Bruno gliela darà.

Nonostante la situazione sia già tesissima, Lavinia domanda:” Roberto può fare un’altra domanda?”
Bruno si infuria:”No, ora parliamo di cosa è successo a casa tua.”
Improvvisamente Lavinia porta la mano sul mio naso, e si mette a ridere.
Il mio compagno di classe scoppia nuovamente:” Sto parlando con te.”
Non smettendo di giocare con il mio naso, risponde:” Roberto; diglielo.”
Rimango di sasso, sentendo questa cosa.
Che cazzo gli dico?
Non so neppure cosa si siano detti, prima di passare da casa mia.
Rischio di contraddire Lavinia.
E se non gli avesse detto tutta la verità?
Vorrei prendere tempo, ma non posso.
Bruno mi mette alle strette:” Roberto; su parla.”
La spiegazione può essere solamente una.
Lavinia me la vuole far pagare.
Ecco perchè e’ venuta a prendermi a casa.
Ed io sono cascato nella sua trappola.
Sta provocando, in tutti i modi possibili, Bruno.
Lui non si tratterrà a lungo.
Infatti torna ad insiste:” Roberto; allora?”
La voce non mi esce.
Una parola sbagliata significa un pugno.
Ed io lo so benissimo, come lo sa Lavinia.

Decide di intervenire lei:” Bruno; io sono molto bella. Roberto e’ rimasto folgorato dalla mia bellezza, e ha tirato fuori il suo coso, per toccarselo. Però, ad un certo punto, ha smesso di farlo ed è andato via.”
Bruno inchioda nuovamente con la macchina:” E’ uno scherzo, vero?”
Deve essere un incubo.
Lavinia non può avergli detto una cosa simile.
Mi do un pizzicotto sul viso, ma non mi sveglio.
Lavinia, accorgendosene, mi sorride:” Roberto; cosa fai?”
Devo uscire da questo vicolo cieco, ma non so come fare.
E Lavinia non mi aiuta, anzi:” Roberto; io non sono esperta, lo ammetto. Ma tu non avresti dovuto continuare a toccartelo, finché non fosse uscita una sostanza dal tuo coso?”

Bruno sembra un vegetale.
Ascolta senza reagire.
Dopo i pugni contro il finestrino e il volante, non è più riuscito a ribellarsi.
Però la tensione è alle stelle, devo comunque rispondere qualcosa:” Si, ma ho capito che stavo sbagliando. Tu mi hai detto che preferisci Bruno, quindi sono rinsavito prima di creare ulteriori problemi.”
Lavinia guarda Bruno:” sei l’idolo di Roberto.”
Bruno, a bassa voce, si limita a dire:” E tu gli hai permesso una roba simile, scusa?”
Lei si giustifica:” Ma Roberto e’ rimasto distante da me, non e’ voluto venire vicino a me.”
Il mio compagno di classe inizia a grattarsi i capelli:” In che senso non e’ voluto venire vicino a te?”
Lavinia gli risponde:” Non so, l’ho detto così.”
”Fatemi capire. Lui e’ voluto venire a casa tua, e si è messo a segarsi?” domanda Bruno.
La mia compagna di banco scuote la testa:” No, l’ho invitato io.”
“Come?” chiede, stizzito, Bruno.
Lavinia si lascia andare, appoggiando la schiena ai sedili:” Ho voluto presentarlo a mia mamma. E’ il mio compagno di banco. “
Lui si gira verso di me, rimanendo in silenzio.
Lavinia prende il cellulare, per guardare l’orologio:” Bruno; andiamo. E’ tardi.”
Il nostro compagno di classe riprende a guidare, in totale silenzio.
La mia compagna di banco canticchia una canzone.
Io non ho idea di cosa succederà ai giardini.

Siamo arrivati.
Bruno parcheggia, e scendiamo.
Lavinia scende dal mio lato.
Mi muovo, andando verso Bruno.
Lavinia mi segue.
Non so cosa fare, perché Bruno rimane fermo.
Oggi è successo di tutto, non posso non prendere l’iniziativa in tale situazione.
Ne ho affrontate ben di peggiori.
E così inizio a camminare verso l’entrata dei giardini.
Lavinia mi segue subito.
Dopo un leggero tentennamento, anche Bruno fa la stessa cosa.
Arriviamo alla panchina, dove ci sono già tutti.
Subito le nostre compagne vanno da Lavinia.
E’ sempre stato così.
Le ragazze appena arrivano vanno dalle ragazze, e viceversa.
Sono usi e costumi, che si tramandano dalla notte dei tempi.
Io e Bruno ci avviciniamo agli altri.
Luca guarda il suo capo:” Allora come è andata?”
Bruno lo fulmina con lo sguardo.
Nessuno ha voglia o ha il coraggio di parlare.
Lavinia lascia il gruppo di ragazze, per avvicinarsi a noi:” Noi andiamo a fare un giro. Così mi fanno vedere quelli fighi, che escono ai giardini.”


Torniamo a Francesco.
Deve avere circa la mia età, con un portamento naturale che mette in risalto la sua figura slanciata.
Alta circa un metro e settanta, con un fisico armonioso e proporzionato.
I capelli castani sono raccolti in una coda alta, pratica ma curata, che lascia scoperto il volto e ne illumina i lineamenti.
Indossa un maglioncino multicolore, morbido e vivace, che le cade addosso con naturalezza; accompagnato da un paio di jeans, che seguono bene le sue forme.
Ai piedi porta degli stivaletti col tacco basso, segno di uno stile semplice ma deciso, più attento al comfort che all’apparenza.
Nel complesso mi da l’impressione di una ragazza a suo agio con se stessa, giovane e concreta; con un’eleganza spontanea, che non ha bisogno di essere esibita.
Anche lei è come Gaia: ha due tette gigantesche.
Però devo tenere gli occhi su, per non sembrare un maniaco.
Voglio farle un’ottima impressione.

E così mi ingegno:” Te lo offro io. Non ho monete con me, le ho date tutte al bar, stamattina.”
E’ una balla, ma voglio offrirle il caffè.
Lei mi risponde:” Sei veramente gentile. Però la prossima volta, te lo offro io.”
Imparate da me.
Ottima tattica, per guadagnare subito punti.
Le preparo il caffè:” Come ti chiami?”
La ragazza si presenta:” Mi chiamo Serena. Non mi hai mai vista, perché frequento un’altra università. Sono passata per salutare una persona, essendo in zona. Ma temo di aver sbagliato orario.”
Ricambio la presentazione:” Io mi chiamo Francesco, e frequento questa università. Sono uscito un attimo dall’aula, per un caffè. “
Serena si scusa:” Mi dispiace, ti sto facendo perdere tempo.”
Mi affretto a rassicurarla:” Non ti preoccupare, mi ha fatto piacere conoscerti.”
La solita tattica vincente.
Mai correre.
Non chiedere nulla.
Aspettare che parli lei.
Serena replica:” Comunque sono in debito di un caffè, e non mi piace avere debiti. Se ti va, una volta, posso contraccambiare.”
Le rispondo:” Certo, se ci incontreremo in giro, volentieri.”
La sua proposta mi fa capire, che la mia tattica sta funzionando:” Se mi lasci il tuo numero; una volta che sono libera, ti scrivo.”
Uso la solita tattica:” Non e’ necessario. E’ il pensiero che conta.”
Lei mi guarda:” Pero’, che ragazzo tutto d’un pezzo. Apprezzo molto le tue parole. E stai certo di una cosa: ci rivedremo. A costo di aspettarti alla macchinetta, tutti i giorni.”
Le sorrido.
E’ fatta.
Mi sono dimostrato un vincente.
E' ai miei piedi.
Mi cercherà e, a quel punto, cadrà nella mia ragnatela.
Ve l’avevo detto, che ci so fare con le ragazze.
Ora posso dedicarmi, con meno ansia, a Gaia.
Se non va bene con lei, Serena è un’ottima sostituta.

Torno in aula.
La lezione è già iniziata.
Mi siedo.
Valentina mi parla nel orecchio:”Ti sei calmato?”
La tranquillizzo:” Certo.”
Mi chiede:” Dove sei andato?”
Le dico la verità, sottacendo della piacevole conoscenza:” a prendere un caffè”
Lei mi risponde:” Se ce l’avessi detto, saremmo venute anche io e Gaia.”
Decido di darle un piccolo contentino:” Scusa, non ci ho pensato.”
Sono proprio due puttane.
Non mi hanno cagato di striscio, durante l’intervallo; è addirittura intervenuto il fenomeno, e ora fanno le offese.
Mi credono un coglione.
Ma io non lo sono.
Gaia non sarebbe mai venuta a prendere un caffè.
O, se fosse venuta, sarebbe venuta, con il suo bel Corrado.
Quel coglioncello si prenda pure Gaia.
Non sa cosa gli aspetta.
Lei sembra tanto brava e carina, ma è una stronza di prima categoria.

Finita la lezione, Corrado si rivolge a Gaia:” Hai capito tutto, o ti devo dare lezioni private?”
Gaia sorride:” Sai che non lo so?”
Il ragazzo la ferma:” Allora ti devo interrogare. Pronta per la prima domanda?”
Lei si rifugia in:” Non è giusto.”,abbozzando un’altra risata.
Non riesco a resistere, e così dico a Valentina:” Vi aspetto fuori.”
Valentina mi prende per un braccio:” Scusami; sei con noi, e ti allontani da solo? Siamo venuti tutti insieme e andiamo via tutti assieme.”
Tolgo la sua mano dal mio braccio:” Preferisco aspettare fuori.”
Valentina obietta:” Questa è la riconoscenza, per farti uscire con Gaia?”
Gaia si accorge della discussione:” cosa succede?”
Valentina le dice:” Francesco vuole uscire dall'aula da solo, ed aspettarci fuori.”
Gaia mi guarda:” e come mai?”
No, ma sono serie?
Non è possibile.
Mi stanno prendendo ancora per il culo.
Gaia continua:” Francesco; l’ incidente di prima è chiuso, vero?”
La rassicuro:” certo.”

Corrado interviene:” Dai, batti un cinque.”
Quello continua a fare il pagliaccio.
Purtroppo devo mettermi al suo livello, o uscirò sempre sconfitto.
E così batto un cinque.
Corrado aggiunge:” Però ridi un pò, dai.Bisogna sempre ridere nella vita. Se ridi, le ragazze si avvicinano, come le api con il miele. Se ti comporti da vecchio, scappano. Avresti dovuto rispondere una cosa del tipo: me la sono già scopata, passo alla prossima. Sedotta e abbandonata. Così avresti fatto il simpatico.”
Gaia e Valentina scoppiano a ridere.
Non riesco a ridere, perchè mi sta nuovamente prendendo per il culo.
Ed anche le ragazze lo sanno.
Così rispondo:” Non sono uno così bravo con le battute.”
Corrado obietta:” Ma se non fai le battute giuste, non scopi. Io faccio le battute giuste, e scopo.”
Nuovamente Gaia e Valentina tornano a ridere.
Mi viene solamente da rispondere:” Fortunato te.”
Non è contento, e così decide di esagerare:” Lo so. Scopare non è da tutti. Ma non ti preoccupare, non sei un cesso. Arriverà anche il tuo momento.”
Ironizzo:”Grazie. Mi rincuora la cosa, dopo che mi hai detto così.”

Gaia interviene:” Corrado; ti spiego. Ieri gli ho chiesto di aspettarmi fuori, e si è offeso. E così oggi pensava di dover fare lo stesso.”
Corrado le chiede:” è innamorato di te?”
Gaia, ridendo, conferma con il capo.
Adesso hanno superato il limite:” scusa, cosa c'è da ridere; Gaia? Spiegamelo.”
Gaia smette subito di ridere.
Continuo:” ridi dei miei sentimenti? Ma chi ti credi di essere? Non sei l'unica bella ragazza sulla faccia della terra.”
Corrado interviene in difesa di Gaia:” ma stavo scherzando, non devi prendertela. E Gaia non ti ha mancato di rispetto. Ha riso, perchè è una cosa che fa ridere.”
Ribatto:” Però io non sto ridendo.”
Lui obietta:” E sbagli, perché se ti piace Gaia, tu devi ridere sempre.”
Voglio che capisca bene la cosa:” Io non faccio il pagliaccio.”
Corrado sentenzia:” E allora non scoperai, andrai avanti a farti le seghe. Per scopare, bisogna arrivare a dei compromessi.”
Gaia e Valentina cosa fanno?
Ovviamente ridono.
L'attacco :" Per compromesso, intendi fare il pagliaccio?”
Corrado indica le due ragazze:” Lo vedi? Ridono. Se ridono, sono felici, e sono più propense a darla. “
Gaia e Valentina si abbracciano, non smettendo di ridere.
Chiedo loro:” Ma a cosa avete da ridere? Vi sta dicendo che siete delle puttane.”

Gaia mi guarda per un secondo, per poi tornare ad appoggiare il viso sulla spalla di Valentina, continuando imperterrita a ridere.
Valentina mi fissa:” Francesco; si sta solamente scherzando. Corrado non ci ha insultate, e sta solamente scherzando con te.”
Replico:” punti di vista differenti. Ho capito che a Gaia piacciono i cretini, e dunque io non potrò mai piacerle. “
Valentina obietta:” Francesco; basta, non esagerare.”
Io chiedo:” se no Gaia non esce con me? Si vede lontano un miglio, che preferirebbe uscire con quello.”
Gaia ascolta in silenzio.
Valentina mi dice:” ho detto basta.”
Non sto zitto:”no , io parlo. Ieri Gaia mi ha chiesto di aspettarla fuori, e oggi pensavo di dover fare lo stesso. Io non so mai come comportarmi con lei. Pensavo di essere nel giusto.”
Valentina concorda:” ok, Francesco. Hai risposto molto bene. Bravo.”
No, basta essere preso per il culo:” Mi tolgo dai piedi. Preferisco uscire con una cessa, ma che mi rispetti. “
Valentina mi prende nuovamente per un braccio:” Francesco; fermati. Ora usciamo tutti e quattro, e poi tu e Gaia uscite assieme.”
Corrado si mette a ridere:” Ah, devi uscire con lui? Non l’avevo capito.”
Gaia si mette a guardarlo, abbozzando una specie di sorriso.
Non capisco questo scambio di sguardi, che hanno un significato solamente per loro due.
Domando a Gaia:” Cosa c’è?”
Gaia volge lo sguardo verso di me:” Niente; Francesco.”
Mi impunto:” Mi spieghi quello sguardo?”
Gaia è veramente cattiva::” Francesco; puoi aspettarmi fuori?”

L’inizio.
Sono seduto al bar.
La cameriera è già venuta a chiedermi l’ordinazione, ma le ho chiesto di aspettare.
Scusatemi, non mi sono presentato.
Mi chiamo Aldo.
Ho vent’anni, e vado all’università.
Sono molto nervoso.
Purtroppo dovrò affrontare una sfida difficile.
Già.
Ieri ho combinato un mezzo casino.
Ho mandato un messaggio alla sorella di un mio amico, chiedendole di uscire.
Lei non mi ha risposto.
Dopo circa un’ora, mi ha scritto il mio amico, chiedendomi di vederci in un bar.
Però non ho fatto nulla di male.
Non le ho scritto cose oscene od altro.
L’ho semplicemente invitata a venire a prendere un gelato.
Siamo a settembre, il tempo e’ ancora bello.
Avrebbe potuto rispondermi:”Non mi sembra il caso.”
Invece lei è andata a raccontarlo al fratello, ed io sono qui, in ansia.

Eccolo che arriva.
Finalmente.
Andrea mi stringe la mano:” Ciao Aldo, come va?”
Mi alzo in piedi, giustificandomi:” Andrea; guarda che hai frainteso.”
Mi fa segno di rimanere seduto:” Aldo; vorrei capire meglio.”
Provo a raccontargli una mezza verità:”Ma niente. Ieri era una bella giornata e mi sono permesso di invitare tua sorella, senza secondi fini. Non esco mai con ragazze. Piacerebbe anche a me, una volta, farlo”
Lui ribatte:”Avresti potuto scrivere a me , e saremmo usciti in tre.”
Gli rispondo:” Hai ragione. Sono stato poco furbo.”
Andrea tiene un atteggiamento conciliante:” non è quello il problema. Ieri ho parlato con Diana, e lei non è mai uscita con alcun ragazzo. Quindi può essere una buona idea, quella di un’ uscita tra voi due. Ovviamente a certe condizioni.”
Lo rassicuro:” Naturalmente”
Il mio amico mi spiega:” Uscirete di pomeriggio, in centro. Vi limiterete a prendere un gelato. Ed io sarò nei paraggi.”
Gli domando:”Mi parli così, perché non ti fidi di me?”
Lui replica:” non è quello. È che lei magari potrebbe sentirsi in imbarazzo, e potrebbe avere bisogno della mia presenza, per un supporto psicologico”
Voglio tranquillizzarlo ulteriormente:” ma non è il caso, se non se la sente.”
Andrea vuole tranquillizzarmi anche lui:” stai tranquillo. Hai avuto una bella idea, bravo.” e prende il telefono:” vieni”

Dopo una decina di secondi, compare Diana
È una ragazza magra, dal fisico snello e asciutto, con poche curve .
Non è la classica ragazza mediterranea, insomma.
Alta circa un metro e sessantacinque, sembra impacciata e imbarazzata.
Il suo passo appare cauto, sinonimo di insicurezza.
I suoi capelli ricci incorniciano il viso in modo vivace e un po’ ribelle, in contrasto con la sua apparente personalità.
Porta gli occhiali, che le conferiscono un tocco intelligente e riflessivo.
Il suo abbigliamento è sportivo: indossa una felpa comoda, dei jeans larghi, e delle scarpe da ginnastica.
La classica diciottenne, né bella né brutta.
Però a me piace.
E’ classica ragazza seria che, se si mette con un ragazzo, lo sposerà.
Ed io cerco quel tipo di ragazza.
Non essendo molto apprezzato dal genere femminile, prima mi sistemo, meglio è.
Diana è una ragazza che va bene per me.
Considerato il mio aspetto fisico, mi devo accontentare.

Si siede accanto al fratello
La saluto:” ciao”
Il fratello la guarda:” saluta Aldo”
Diana si limita ad un:”ciao”
Andrea si rivolge a lei:” Diana; ho parlato con Andrea e gli ho spiegato tutto. Ha accettato.Fate due chiacchiere, per conoscervi”
Questa volta non esce neanche una parola dalla bocca della sorella.
Provo a domandarle:” Diana; quanti anni hai?”
Il fratello la anticipa:” Ha diciotto anni. Non lo sapevi; Aldo?”
Certo che lo sapevo, ma non sapevo cosa chiederle.
Dopo un freddissimo ciao, non posso fare chissà quale domanda.
Proviamo con la prossima:” dove vai a scuola?”
Nuovamente Andrea risponde per lei:” Aldo; ma sai anche questo.”
Mi verrebbe da dirgli:” Perché non mi prepari tu la scaletta delle domande?”
Però non posso, e così devo ingoiare l’ennesima ramanzina.
Sulla terza domanda, non ho idea di cosa potrebbe rispondermi Diana:” che musica ascolti?”
Andrea guarda la sorella:” Rispondigli.”
Nevica.
Esce una parola dalla bocca di Diana:” italiana.”
Sto migliorando.
E così passo alla quarta domanda:” sport preferito?”
Il fratello interviene:” Aldo; Diana gioca a pallavolo. Potremmo andarla a vedere, qualche volta.”
Accetto la sua proposta:” D’accordo, mi piace molto come idea.Potremmo indossare una maglietta, con la scritta forza Diana.”, mettendomi a ridere.
Però Andrea non ride.
Lei addirittura alza lo sguardo, emettendo un suono di stizza.
Cazzo, ma non ho detto niente di male.
E se l’e’ presa.
Ma come faccio ad uscire con questa?
O non risponde, o dice una parola, o mi guarda male.

Accortosi della difficile situazione, il fratello mette fine al dialogo:” potrete continuare questa interessante conversazione, davanti ad un gelato.”
Non posso far altro che accettare:” ok”
Diana resta completamente indifferente alla cosa.
Non mi ha mai praticamente guardato.
O ha sempre tenuto lo sguardo verso il tavolo, oppure si e’ guardata intorno.
Praticamente è come se non ci fosse.
Andrea aggiunge:” se andrà bene l'uscita , ce ne saranno altre.”
Lo tranquillizzo:” non ti deluderò”
Cosa intenderà con la sua frase?
Diana sembra una mummia.
A me piace, io sicuramente non le piaccio.
Mi viene male pensare, a quando uscirò con lei.
Forse conoscendomi, cambierà opinione su di me.
Del resto non è così bella.
Anche lei si dovrà accontentare.
Andrea cambia discorso:” Però Aldo; di fronte questo grande favore, tu dovrai ricambiare con un altrettanto grande favore.”
In effetti non ha tutti i torti, mi sta facendo un gran favore.
Non è colpa sua, se a sua sorella non piaccio.
Lui ci sta provando a farci conoscere.
E così concordo con lui:” Certamente”
Andrea replica:”Bene. Allora tu mi farai uscire con tua sorella.”
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
7.6
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per E' un mondo difficile ( capitolo 24 ):

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni